Musicoterapia Recettiva in Ascolto: cos’è, come funziona e quando è indicata

La musicoterapia recettiva è una metodologia che si fonda sull’ascolto di musica in un contesto terapeutico guidato. Non si tratta di un semplice “ascoltare musica per rilassarsi”, ma di un intervento professionale, strutturato secondo obiettivi precisi e mediato dalla relazione con il musicoterapeuta. L’ascolto diventa un’esperienza che coinvolge corpo, emozioni, memoria, immaginazione e funzioni cognitive, favorendo un cambiamento interno profondo e mirato.

Tékhne - Scuola di Musicoterapia

12/4/20253 min read

Musicoterapia recettiva in ascolto

Cos’è, come funziona e quando è indicata

La musicoterapia recettiva è una delle principali modalità di intervento della musicoterapia e si fonda sull’ascolto guidato della musica all’interno di una relazione terapeutica strutturata.
Non si tratta semplicemente di ascoltare musica per rilassarsi, ma di un processo professionale intenzionale, costruito su obiettivi specifici e mediato dalla competenza del musicoterapeuta.

In questo contesto, l’ascolto diventa un’esperienza complessa e profonda, capace di coinvolgere il corpo, le emozioni, la memoria, l’immaginazione e le funzioni cognitive. La musica agisce come canale privilegiato per facilitare cambiamenti interni che spesso risultano difficili da raggiungere attraverso il solo linguaggio verbale.

Cos’è la musicoterapia recettiva

Nella musicoterapia recettiva la persona “riceve” la stimolazione sonora in modo attivo e consapevole, pur non producendo musica direttamente. La scelta dei brani, dei suoni o delle strutture musicali non è mai casuale: il musicoterapeuta seleziona o costruisce il materiale sonoro tenendo conto dello stato emotivo, delle caratteristiche neuropsicologiche, degli obiettivi terapeutici e del contesto in cui l’intervento si svolge, che può essere clinico, educativo o riabilitativo.

L’ascolto può assumere diverse funzioni: può favorire il rilassamento, sostenere la regolazione emotiva, stimolare l’attenzione, evocare immagini interiori o accompagnare un processo esplorativo più profondo. In ogni caso, la musica diventa uno strumento per accedere a vissuti, emozioni e contenuti interni che spesso rimangono inaccessibili o difficili da esprimere a parole.

Come si svolge una seduta di musicoterapia recettiva

Una seduta di musicoterapia recettiva è strutturata e si sviluppa all’interno di un setting accuratamente costruito. Il lavoro inizia generalmente con una fase di preparazione, in cui il musicoterapeuta favorisce uno stato di centratura attraverso la cura dell’ambiente, la postura, il respiro e la definizione dell’intenzione dell’incontro.

Segue la fase di ascolto terapeutico vero e proprio. La musica proposta può consistere in brani selezionati, linee melodiche essenziali, suoni acustici eseguiti dal vivo o paesaggi sonori costruiti appositamente. Le caratteristiche musicali – intensità, ritmo, dinamica, durata – sono sempre calibrate in funzione degli obiettivi e della risposta della persona.

Durante l’ascolto, il musicoterapeuta osserva con attenzione le reazioni corporee ed emotive: il respiro, la postura, le micro-espressioni, il livello di attenzione e i cambiamenti nello stato affettivo. Al termine dell’esperienza sonora, è prevista una fase di rielaborazione, che può avvenire attraverso il dialogo, la descrizione di immagini interiori, sensazioni corporee o emozioni emerse, integrando quanto vissuto nella narrazione personale della persona.

Una metodologia riconosciuta: il metodo GIM

Tra le metodologie più note della musicoterapia recettiva, il metodo GIM – Guided Imagery and Music, sviluppato da Helen Bonny, rappresenta un riferimento a livello internazionale.
Il GIM utilizza programmi di ascolto musicale accuratamente selezionati per facilitare l’emergere di immagini mentali, emozioni e ricordi, accompagnati dalla guida del terapeuta. Questo approccio si è dimostrato particolarmente efficace nei percorsi di regolazione emotiva, nella rielaborazione di vissuti profondi e nell’esplorazione dell’esperienza interiore.

Gli effetti della musicoterapia recettiva

La musicoterapia recettiva produce effetti documentati su diversi livelli.
A livello emotivo può contribuire alla riduzione dell’ansia, al miglioramento della regolazione affettiva e a una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni. Sul piano corporeo favorisce il rilassamento, la riduzione delle tensioni muscolari, una respirazione più funzionale e un riequilibrio del sistema neurovegetativo. Dal punto di vista cognitivo, l’ascolto guidato può sostenere l’attenzione, stimolare la memoria e facilitare l’immaginazione.
Un aspetto centrale riguarda infine la dimensione relazionale: l’esperienza di ascolto condivisa rafforza la relazione terapeutica, elemento fondamentale di ogni percorso musicoterapico.

Quando è indicata

La musicoterapia recettiva è indicata in numerose situazioni, tra cui disturbi d’ansia, stress, depressione lieve o moderata, disturbi psicosomatici, dolore cronico, disturbi del sonno e difficoltà di concentrazione. È spesso utilizzata anche nei percorsi oncologici, nelle fragilità neurologiche e in tutte quelle condizioni in cui è necessario un intervento delicato ma profondo.

Risulta particolarmente adatta alle persone che faticano a esprimersi verbalmente, che necessitano di un contenimento emotivo sicuro o che attraversano momenti di transizione personale, emotiva o relazionale.

Il ruolo del musicoterapeuta

Nella musicoterapia recettiva il ruolo del professionista è centrale. Il musicoterapeuta seleziona e modula il materiale sonoro, regola intensità e durata dell’ascolto, monitora le risposte emotive e fisiologiche e accompagna la persona nella rielaborazione dell’esperienza, garantendo sempre un setting sicuro e protetto.
La Norma UNI 11592:2023 sottolinea come questo tipo di intervento richieda competenze musicali, psicologiche, relazionali e neurofisiologiche integrate.

Un chiarimento importante

È fondamentale distinguere la musicoterapia recettiva da pratiche non professionali. Non si tratta di ascolto passivo, di playlist automatiche o di rilassamento generico. La musicoterapia recettiva è un processo terapeutico strutturato, personalizzato e fondato sulla relazione.

Conclusione

La musicoterapia recettiva rappresenta un’esperienza profonda e trasformativa, capace di favorire calma, consapevolezza, regolazione emotiva e integrazione tra mente e corpo. Un percorso delicato ma potente, che accompagna la persona verso una maggiore comprensione di sé attraverso il linguaggio universale del suono.

Articolo a cura di
Tékhne – Scuola di Musicoterapia
Istituto Tecnica Duemila