Cos’è la Musicoterapia? Una definizione chiara e aggiornata
La musicoterapia è una disciplina professionale che utilizza la musica, il suono e la relazione terapeutica per favorire benessere, comunicazione, espressione e sviluppo personale. Non è semplice “musica per rilassarsi”, ma un intervento strutturato, basato su competenze specifiche, metodologie e riferimenti scientifici.
Tékhne – Scuola di Musicoterapia
12/3/20253 min read


Cos’è la musicoterapia
Una definizione chiara e aggiornata
La musicoterapia è una disciplina professionale che utilizza la musica, il suono e la relazione terapeutica come strumenti per favorire il benessere, la comunicazione, l’espressione e lo sviluppo della persona.
Non si tratta di semplice musica per rilassarsi o di un’attività ricreativa, ma di un intervento strutturato, fondato su competenze specifiche, metodologie definite e riferimenti scientifici.
In Italia, la musicoterapia rientra tra le professioni non organizzate in ordini e collegi, come previsto dalla Legge 4/2013. La Norma UNI 11592:2023 ne definisce i criteri di qualità, le competenze richieste al musicoterapeuta e gli elementi fondamentali della formazione, del tirocinio e della supervisione professionale.
Una definizione essenziale
Le principali definizioni nazionali e internazionali convergono su un punto centrale: la musicoterapia è l’uso professionale della musica e degli elementi sonori all’interno di una relazione terapeutica, educativa o riabilitativa, finalizzata al benessere e allo sviluppo della persona.
In questo processo, la musica rappresenta lo strumento, la relazione costituisce il contesto e il cambiamento è l’obiettivo. È proprio l’integrazione di questi elementi a rendere la musicoterapia una disciplina complessa e altamente specializzata.
Come funziona un intervento di musicoterapia
Ogni intervento di musicoterapia è progettato su misura, in base alla persona, ai suoi bisogni e al contesto di riferimento. Le modalità di lavoro possono includere l’uso di strumenti musicali, l’improvvisazione guidata, l’ascolto terapeutico, il lavoro sulla voce, tecniche di respirazione e rilassamento, il movimento sonoro, attività ritmiche o protocolli di immaginazione e visualizzazione.
Ogni esperienza sonora viene costruita con l’obiettivo di sostenere l’espressività, la regolazione emotiva, la comunicazione, l’attenzione, la relazione e l’integrazione sensoriale. Nulla è lasciato al caso: il suono diventa un mezzo di intervento consapevole e intenzionale.
A chi si rivolge la musicoterapia
La musicoterapia trova applicazione in numerosi ambiti. Viene utilizzata nei disturbi dello spettro autistico e del neurosviluppo, nelle demenze e nella terza età, nei disturbi d’ansia e da stress, nella riabilitazione neurologica, nelle difficoltà di linguaggio e comunicazione, nei contesti educativi e scolastici e nelle aree psicologiche e psicosomatiche.
È una disciplina che si rivolge a persone di tutte le età: bambini, adolescenti, adulti e anziani, con o senza fragilità specifiche. La flessibilità del linguaggio musicale consente infatti di adattare l’intervento a contesti e bisogni molto diversi tra loro.
Perché la musica funziona
La musica esercita un’azione diretta sul cervello e sul sistema nervoso. Attiva il sistema limbico, coinvolto nella regolazione delle emozioni, stimola aree motorie e linguistiche, favorisce la memoria implicita e sostiene la regolazione neurovegetativa. Migliora inoltre la coordinazione, la sincronizzazione e facilita il contatto e la relazione.
Per queste ragioni, la musicoterapia è considerata un intervento con un forte impatto neuropsicologico, capace di integrare dimensioni emotive, corporee, cognitive e relazionali.
Un esempio concreto
Una persona con difficoltà comunicative può trovare nella musica un linguaggio alternativo e accessibile: un ritmo condiviso, un dialogo sonoro, una sequenza di suoni costruita insieme.
In questo senso, la musica diventa un ponte. Il musicoterapeuta, attraverso la relazione, lo trasforma in un percorso strutturato di crescita e cambiamento.
La cornice normativa
In Italia, la musicoterapia è inquadrata dalla Legge 4/2013, che riconosce le professioni non organizzate in ordini e collegi. La Norma UNI 11592:2023 definisce in modo chiaro le competenze del musicoterapeuta, i requisiti minimi della formazione, il tirocinio, la supervisione e le caratteristiche del corpo docente.
Per questo motivo è fondamentale rivolgersi a professionisti formati all’interno di scuole triennali specializzate, che operino secondo standard riconosciuti e condivisi.
Perché affidarsi a un musicoterapeuta formato
Un musicoterapeuta qualificato possiede competenze musicali, psicologiche, pedagogiche e relazionali, strumenti di osservazione e valutazione, capacità di progettare interventi personalizzati e conoscenze di neuroscienze e psicoacustica. A questo si aggiungono l’esperienza di tirocinio e la supervisione professionale continua.
La qualità del setting e della relazione terapeutica è parte integrante dell’efficacia dell’intervento.
Conclusione
La musicoterapia è una disciplina moderna, rigorosa e profondamente umana. Attraverso il linguaggio universale del suono, favorisce benessere, crescita personale e cambiamento.
Unisce scienza, arte, relazione e metodo e, quando praticata con competenza, diventa uno strumento prezioso per migliorare la qualità della vita.
Articolo a cura di
Tékhne – Scuola di Musicoterapia
Istituto Tecnica Duemila
Sedi
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